In merito a questo progetto.
Lo scopo della lettera aperta sotto riportata è duplice. In primo luogo, si tratta di un processo di coordinamento in se stesso attraverso l'attuazione delle tradizionali richieste di commenti sul testo della lettera. Inoltre, la lettera fornirà una piattaforma per l'azione coordinata delle ONG che condividono le preoccupazioni riportate. Le firme e i commenti saranno inclusi dagli editor sotto riportati che rappresentano ISOC, EDRi e EBLIDA. Il processo di revisione del lavoro proseguirà fino a inizio febbraio e il testo finale sarà stampato e distribuito. Siate i benvenuti per aiutare a migliorare il testo.
Contattate Niels (elgaard <AT> agol.dk) se la vostra organizzazione desidera esser parte della coalizione.
Piattaforma di coalizione
Lettera aperta al Parlamento Europeo
Stimati Membri del Parlamento Europeo, vorremmo portare la vostra attenzione su alcune serie preoccupazioni che nutriamo nei confronti del Pacchetto Telecom, che sta per entrare nello stadio di Seconda Lettura al Parlamento Europeo.
I nostri commenti si riferiscono a quegli emendamenti al Pacchetto Telecom che riguardano Internet e gli utenti di Internet. Accogliamo favorevolmente il supporto del Parlamento ai diritti degli utenti in Prima Lettura, e vi esortiamo a rafforzare quel supporto per migliorare i testi in Seconda Lettura. Apprezziamo inoltre le varie dichiarazioni dell'Unione Europea di includere gli interessi dei cittadini all'interno del processo di regolamentazione di Internet. Internet gioca un ruolo sociale ed economico preminente e contribuisce al benessere europeo ed è uno spazio per scambi culturali, innovazione tecnologica e attività economiche. Rafforza tutti i cittadini, compresi innovatori, imprenditori e cittadini. E' diventato un fondamento importante per la cultura, la ricerca scientifica, l'innovazione e l'educazione.
L'Europa ha oggi l'opportunità di guidare lo sviluppo delle reti di prossima generazione, e dei prodotti, dei servizi e delle applicazioni su di esse basate.
Sottolineiamo le Conclusioni del Consiglio del 27 Novembre 2008, sui Network Futuri e Internet [1] che affermano "che dovrebbe essere promosso l'accesso non discriminatorio a Internet al fine di assicurare competizione reale e un ambiente favorevole alle innovazioni". Effettivamente, Internet è cresciuta molto velocemente proprio perché non c'è stata discriminazione di traffico basato su contenuti, servizi e applicazioni. Le società europee e gli operatori, così come gli utenti, hanno avuto grandi benefici da tale sviluppo.
L'accesso aperto e non discriminatorio dipende dal fatto che la rete rimanga neutrale. Ciò significa che gli utenti controllano il proprio accesso ai contenuti. Gli utenti possono accedere a qualsiasi sito web o servizio Internet che desiderano in qualsiasi momento, alla velocità più elevata per la quale sono disposti a pagare. Gli utenti non vogliono che gli operatori di rete scelgano per loro quali siti web e quali servizi e applicazioni possano utilizzare. Vogliono essere in grado di sperimentare nuove applicazioni e protocolli senza dover preventivamente chiedere il permesso agli operatori di rete. E non vogliono che i contenuti siano bloccati o ristretti dagli operatori di rete.
Esprimiamo la nostra preoccupazione sul fatto che certi emendamenti che rimangono nel Pacchetto Telecom minacceranno sia quei valori e benefici, sia i diritti fondamentali quali la privacy e la libertà di espressione. Abbiamo ripetutamente affermato, e lo crediamo tuttora, che il Pacchetto presenti dei rischi, e segnatamente:
1. permetterà il filtraggio di contenuti, applicazioni e servizi - Direttiva Servizi Universali, Articolo 22(3),
2. il rifiuto di accesso a materiale on-line protetto da copyright attraverso tentativi di imposizione, anche quando tale accesso è legale, per mezzo della "cooperazione" fra fornitori di accesso e "i settori interessati alla promozione di contenuto legale" - Direttiva Servizi Universali, Articoli 33(2a), 20(2b), 21(4a); e Framework Directive, Articolo 8(4g),
3. la minaccia alla privacy dell'utente attraverso la memorizzazione e l'elaborazione dei dati personali per "motivi di sicurezza" - Direttiva E-Privacy, Articolo 6(6a).
Chiediamo che gli emendamenti correlati ai tre rischi citati siano rimossi dal Pacchetto, al fine che ad essi sia riservata la dovuta attenzione senza ostacolare gli obiettivi più ampi.
Allo stesso tempo,
1. le protezioni per gli utenti contro le pratiche discriminatorie, le sanzioni sproporzionate o le restrizioni inique di servizio sono state rimosse - Framework Directive Articolo 8 (4ga) e Direttiva servizi universali Articolo 32a;
2. i controlli regolatori sulle attività dei fornitori di servizio, che proteggerebbero contro pratiche inique, restrittive o discriminatorie, sono stati indebolite - Direttiva servizi universali, Articolo 22(3).
Crediamo che quelle protezioni e quei controlli regolatori debbano essere reintegrati, al fine di assicurare il trattamento equo degli utenti in Europa.
Riconosciamo la natura critica dell'obiettivo principale del Pacchetto Telecom, cioè l'integrazione del mercato interno delle telecomunicazioni in Europa. Vorremmo tuttavia mettere in guardia sul fatto che gli emendamenti al Pacchetto Telecom sul filtraggio, la co-operazione e il trattamento del traffico, oltre a compromettere i diritti degli utenti, avranno anche l'effetto di distorcere ulteriormente il mercato interno dei servizi di telecomunicazione. Se gli operatori di rete filtrassero con criteri diversi in ogni Stato Membro, l'obiettivo per il mercato interno diventerebbe irrealizzabile.
Condividiamo pienamente il desiderio dell'Unione Europea di promuovere la crescita e la competitività dell'economia europea, giacché riconosciamo che tale crescita porterà solo benefici a tutti i cittadini. Tuttavia, riteniamo che la crescita economica avverrà soltanto se Internet rimarrà libera e aperta. Il tipi di misure implicate dagli emendamenti al Telecom Package sopra evidenziati saranno dannosi sia per gli obettivi economici dell'Europa sia per la partecipazione democratica e i diritti dei cittadini.
All'interno della nostra coalizione abbiamo esperti in settori attinenti a Internet e ai diritti dei cittadini, compresi filtraggio, tecnologie di rete, DRM, privacy e protezione dei dati, politica, legge, media e software. Vorremmo assistere il Parlamento Europeo al fine di dedicarci alle importantissima aree di politica pubblica concernenti Internet, le telecomunicazioni, la privacy e il copyright, e trovare soluzioni equi per gli affari e per i cittadini.
Per queste ragioni,chiediamo che il Parlamento respinga i seguenti emendamenti:
e chiediamo sostegno per
I sottoscritti gruppi e individui rappresentano migliaia di cittadini europei e utenti Internet, in XXX stati membri dell'Unione Europea.
I sottoscritti,
Niels Elgaard Larsen (EDRi and IT-Pol.dk)
Andrew Cranefield (EBLIDA)
Christopher Wilkinson (chair, ISOC-ECC)
Jérémie Zimmermann (La Quadrature du Net)
Paolo Brini (ScambioEtico)
Ralf Bendrath (AK Vorratsdatenspeicherung)
Wouter Tebbens (Free Knowledge Institute)
Jonas Öberg (Föreningen fri kultur & programvara)
Bogomil Shopov, e-frontier Bulgaria
Laura Ranca, Center for Media and Communication Studies (CMCS)
Celia Blanco and Michel Bauwens (P2P Foundation)
Riferimenti:
1. Universal Services Directive, Article 22(3)
2. Universal Services Directive, Article 33(2a) ; Article 20(2b); Article 21 (4a)
3. E-privacy directive, Article 6(6a)
4. Framework directive, Amendment 138; Universal services directive, Amendment 166.
5. Universal Services Directive, Article 22(3)